Società

In Italia corruzione peggio di venti anni fa

Gherardo ColomboVent'anni dopo Mani Pulite, la corruzione è ancora tema centrale della cronaca politica italiana.

In «Servizio Pubblico», Santoro ha riunito tre giudici che allora formavano il «pool» milanese di Mani Pulite: Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo e Piercamillo Davigo.

Ospite della puntata anche Clemente Mastella.

I tre magistrati con le loro inchieste sulla corruzione provocarono il crollo dei partiti e la fine della Prima Repubblica.

Oggi concordano che la situazione, se possibile, è anche peggiore.

«Molte fattispecie di reato sono state diluite o rese così delimitate che è impossibile che si verifichino» ha detto Gherardo Colombo, che ha insistito molto sul fatto che una forma mentale di poca attenzione alle leggi, tutta italiana, rende la corruzione un fenomeno culturale diffuso.

Dicono che in Italia le tasse sono al 45%, ma in realtà possono superare il 75%

TasseNei giorni scorsi ha suscitato non poco clamore il monito lanciato dalla Corte dei Conti che ha denunciato il livello preoccupante del prelievo fiscale indicandolo al 45% del Pil.

Il dato, pur essendo di per se una grandezza che desta non poca preoccupazione, in realtà, non ci racconta l’esatta situazione del prelievo fiscale e la relativa disuguaglianza tributaria, se non scomposto tra le varie categorie di contribuenti che lo compongono.

Ebbene, anche in questo caso, alcune precisazioni sono d’obbligo poiché, questo dato, esprimendo delle variabili aggregate, sintetizza, di fatto, un indicatore medio del livello di tassazione nell’universo di una popolazione. In altre parole, proprio perché rappresenta un valore medio e quindi, per definizione, soggetto a distorsioni, non esprime in alcun modo il livello di tassazione per alcune categorie di soggetti che può raggiungere, come vedremo in seguito, livelli decisamente distanti dalla media indicata dalla Corte dei Conti, manifestando, in maniera inquietante, la disparità fiscale esistente in Italia.

Poniamo ad esempio un piccolo imprenditore commerciale che, nel primo anno di attività, abbia conseguito un utile da bilancio al 31/12 pari 70 mila euro e che, per effetto della ripresa a tassazione di alcune componenti di costi non deducibili o parzialmente deducibili (es.: Autovetture, ristoranti ecc ecc), il suo reddito fiscale sia 76 mila euro. Un ottimo utile si direbbe!

Ma quanto rimane effettivamente in tasca al nostro contribuente e qual’è la pressione fiscale che egli subisce?

Il cervello globalizzato

La globalizzazione della menteIl pensiero globale mi ha sempre destato qualche dubbio. Globalizzare e unificare mi suona tanto come omologare e massificare, parole che non risuonano molto bene con quello in cui credo. Ogni giorno assistiamo ad appelli al dialogo, vani tentativi di pacificare situazioni e aree geografiche portando la nostra democrazia con gli zaini pieni di bombe.

Oggi è chiaro il messaggio: fratello devi adeguarti, altrimenti per te ci sarà solo alienazione e tristezza! I padroni cercano di unificare l’economia, cercano di disumanizzare l’uomo attraverso l’uso indiscriminato della tecnologia, con l’unico scopo di controllare le nostre menti. Si perché una mente globale, alla quale ogni uomo in futuro potrà collegarsi, magari in modo neurale per scaricare dati, per prenotare una bella vacanza, fare la spesa, è un’idea allettante per molti uomini del pianeta. Il solo pensiero della comunicazione istantanea, che internet ha contribuito a creare è di per se un’idea geniale.

Peccato che gli strumenti che utilizziamo (che in quanto tali non hanno in se alcun potere) non sono più al servizio dell’uomo per garantire una maggiore autonomia e pace mentale, servono proprio per raggiungere l’obiettivo opposto: renderci schiavi delle macchine. Perché una macchina in quanto entità priva di anima (come molti zombie che ci vagano accanto quotidianamente) non ha bisogno di libero arbitrio o coscienza, può esercitare il suo potenziale decisionale a prescindere dagli effetti che le decisioni stesse potranno provocare. Una mente globale fatta di tante piccole cellule collegate che la nutrono in modo subdolo e inconscio, può sostituire anche l’idea di un Dio al di sopra di tutto questo.

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