Smarthphone

Dipendenza da smartphone: nuova sindrome psichiatrica denominata FOMO

Dipendenza da smartphoneRitorno su un argomento di natura socioeconomica che ormai è diventato l’essenza di questa epoca. Situazione: sono in treno e di fianco a me si siede una ragazza, penso appena ventenne, con la solita postura clichè da parolina ossia borsetta di marca (presunta) sul braccio sinistro e luxury smartphone (evito di dire il modello) saldamente sulla mano destra.

Stavo leggendo una rivista per i fatti miei, tuttavia dopo qualche dozzina di minuti la mia attenzione sulla lettura si è affievolita. Ho infatti iniziato a notare che con una cadenza di circa due minuti questa ragazza andava a controllare qualcosa sullo smartphone e lo faceva con un rituale ieratico degno di un androide. Sostanzialmente non vi erano segnali acustici o vibrazioni che avvisavano di qualcosa, ma questa teenager con una destrezza e velocità che mi impressionavano, sopratutto con il pollice destro andava ad aprire sempre le stesse due applicazioni dal desktop del suo device mobile (potete immaginare quali), osservando il display per pochi nanosecondi e subito dopo richiudendolo per rimettendosi in posizione di attesa con la mano pronta a rifare il tutto entro pochi secondi.

Non ho potuto fare a meno che il tutto è andato avanti per più di quaranta minuti, senza nel frattempo che avesse scritto o ricevuto niente: semplicemente un mero rituale della serie aspetto che vedo che cosa è successo o che cosa stanno scrivendo.

Marcello Foa: il Grande Fratello orwelliano

Marcello FoaL’ex agente della Nsa Edward Snowden ci aveva avvertito: la capacità di spionaggio dei servizi segreti americani è colossale. Siamo tutti intercettati, in modi e in contesti oltre ogni immaginazione.

Ora Wikileaks squarcia ulteriormente il velo su un mondo che non è esagerato definire da Grande Fratello orwelliano. La Cia non solo può registrare qualunque telefonata (che volete, che sia, roba da dilettanti…) ma può introdursi nel vostro telefono e ascoltare le vostre conversazioni anche quando non siete in linea.

Per intenderci: quando parlate con gli amici o durante una riunione di lavoro e appoggiate il telefono sul tavolo, l’intelligence americana può attivare in remoto il microfono. Vale per l’I-phone. E per chi usa Android.

Immagino già il sorrisetto di chi in questo momento pensa: ma io uso Windows! Illuso, anche quello è “hackerabile”.

Così come certi modelli di televisori smart di ultima generazione della Samsung, i quali sono dotati di un microfono che può essere attivato a distanza (ma non da voi…) anche quando è spento.

Anche in America le nuove tecnologie mettono in crisi la coppia

Le nuove tecnologie mettono in crisi la coppiaSPEGNETE NETFLIX! - GLI AMERICANI FANNO MENO SESSO PER COLPA DI SMARTPHONE, SOCIAL E SERIE TV - LO SOSTIENE UNO STUDIO DI “ARCHIVES OF SEXUAL BEHAVIOR” - UN MOTIVO POTREBBE ESSERE, ALMENO PER I TRENTENNI, UN CALO DELLE SOPRAVALUTATE FELICITÀ EROTICHE, MEGLIO UNA BUONA CONNESSIONE

Gli americani fanno meno sesso e i responsabili sarebbero le serie tv e i social. Lo dicono gli studiosi. E se stesse succedendo anche a noi in Italia?

LO STUDIO AMERICANO

Un nuovo studio, pubblicato di recente sulla rivista “Archives of Sexual Behavior”, ha dimostrato il gap generazionale in materia di sesso: nel 1990, gli americani in media facevano sesso da circa 60 a 65 volte l’anno; nel 2014, la frequenza è calata a circa 53 volte l’anno. Perfino i Millennials e i giovani della Generazione Z (noti anche come iGen, Post-Millennials, Centennials, o Plurals, cioè la generazione nata dopo i Millennials, tra la seconda metà degli anni ’90 e il 2010) fanno meno sesso rispetto a qualsiasi generazione precedente. Gli over 70 invece ci danno dentro più di tutti.

LIBIDO IN CALO TRA LE COPPIE

Si potrebbe ipotizzare che la diminuzione delle attività sessuali sia legato alla solitudine, al fatto che in tanti non hanno una relazione stabile.

Uno smartphone a prova di spia. All'occorrenza si auto-distrugge

Uno smartphone che si auto-distruggeUn gruppo di ricercatori sauditi della King Abdulla University of Science and Technology ha messo a punto un telefono unico nel suo genere. All'occorrenza può autodistruggersi.

Questo dispositivo si rompe automaticamente nel momento in cui lo strato di polimeri si espande in maniera molto veloce. Questo fenomeno si innesca quando la temperatura supera gli 80 gradi Celsius.

L'auto-distruzione può essere anche pilotata in altri due modi: esercitando una determinata pressione sul dispositivo, oppure da remoto.

In passato qualcuno aveva già progettato questi dispositivi.

L'agenzia governativa del Dipartimento della difesa degli Stati Uniti (DARPA) sviluppò una mirata tecnologia da impiegare nell'ambito militare. DARPA commissionò la progettazione di sofisticati circuiti e sensori in grado di autodistruggersi. La Boeing progettò lo smartphone Android “Black”: un telefonino che, se manomesso, si autodistruggeva.

Questo telefono - spiegano i ricercatori - potrà essere utilizzato in settori sensibili come: grandi banche, uffici governativi, apparati investigativi, centri militari e dall'intelligence. Da tutti quei utilizzatori insomma che gestiscono in qualche modo dati di rilevante riservatezza.

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