Degrado sociale

Allarme umanitario per centinaia di migliaia di profughi iracheni

Profughi iracheniI profughi iracheni non hanno nessuna intenzione di tornare nel proprio paese, perché è ancora troppo forte la paura. Uno sguardo sulle loro condizioni tra Siria, Giordania, Libano, Egitto, Iran, Turchia e paesi del Golfo.

Dall'inizio della guerra del 2003, centinaia di migliaia di iracheni hanno lasciato il paese, cercando rifugio negli Stati confinanti, con la speranza di poter rientrare un giorno nelle proprie case. Molto spesso si tratta di interi nuclei familiari, ma soprattutto di donne e bambini, anziani, malati, che in molti casi sono abbandonati a sé stessi senza la necessaria assistenza.

E a nove anni di distanza dall'invasione americana, la tragedia dei profughi iracheni appare tutt'altro che risolta, anzi secondo l'UNHCR sarebbero ancora loro tra i più numerosi nel mondo.

Solo nel 2011, si contano almeno altre 28 mila persone in fuga, tra Siria, Giordania e Libano, ma anche Turchia, Iran e paesi del Golfo.

Una odissea interminabile, tanto più che la maggior parte di loro non sembra avere alcuna intenzione di tornare nella propria terra d'origine. A spaventarli è il ritiro delle truppe statunitensi, la precarietà della situazione politica, il timore dello scoppio di un'altra guerra civile e l'alto tasso di disoccupazione.

In Cina McDonald’s e Carrefour vendono alimenti a base di pollo scaduti

McDonald’s CinaPechino. Mentre c’è preoccupazione tra i cinesi per la sicurezza alimentare, la televisione di stato ha accusato McDonald’s e il rivenditore Carrefour di vendere, in casi distinti, alimenti a base di pollo scaduti.

Venerdì 16 marzo 2012, la McDonald’s e la Carrefour hanno diramato pubbliche scuse affermando che stanno indagando sul reportage della China Central Television.

Nella recente inchiesta si sosteneva che in un ristorante McDonald’s di Pechino si vendono ali di pollo 90 minuti dopo averle cotte, anche se le regole della società stabiliscano un termine massimo di 30 minuti. Si diceva anche che i dipendenti di un negozio Carrefour nella città centrale di Zhengzhou hanno modificato la data di scadenza su alcuni polli e venduto polli comuni come i più costosi polli allevati a terra.

La sicurezza alimentare è un argomento delicato in Cina, paese colpito da scandali che vanno dal latte artificiale mortale, al maiale alterato chimicamente, fino all’olio riciclato dei ristoranti.

“McDonald’s China attribuisce grande importanza a tutto questo. Effettueremo subito indagini su questo caso isolato, ce ne occuperemo con decisione e serietà e attueremo provvedimenti concreti per scusarci con i consumatori,” afferma in una dichiarazione sul suo sito la catena di ristoranti con sede negli Stati Uniti.

I ricchi cinesi vanno in Canada ad uccidere gli orsi per divertimento

Orsi polariGli appassionati di caccia cinesi hanno scovato un nuovo macabro passatempo, destinato a tutti i nuovi ricchi che siano disposti a pagare cifre esorbitanti per un viaggio di dieci giorni in Canada da trascorrere sulle tracce degli orsi polari. Un club dedicato ai cacciatori, con sede a Pechino, offre, attraverso un pacchetto “tutto incluso” del valore di circa 60 mila euro, la possibilità di poter sparare a colpo sicuro ad un orso polare, la cui pelliccia verrà utilizzata per la realizzazione di un tappeto di elevato valore commerciale. Vi starete sicuramente chiedendo quali siano le motivazioni che spingono sia uomini che donne a partecipare ad una delle folli battute di caccia. Il divertimento, prima di tutto, ma non solo.

I volantini pubblicizzano il viaggio venatorio come la possibilità di dare finalmente la caccia al più pericoloso e temibile esponente del regno animale che sia presente in Canada e Nord America. Gli orsi polari maschi sarebbero, grazie alle loro candide pellicce, il miglior premio che un cacciatore potrebbe ricevere per il proprio coraggio e per la propria abilità. Il presidente del club venatorio cinese, tale Scott Lupien, di origini californiane, fa notare, tra le pagine del Daily Mail, come il prezzo sostenuto per la spedizione venatoria sia equivalente al valore d’acquisto di un tappeto di pelle d’orso, con la garanzia di poter provare il brivido di uccidere personalmente la preda prescelta.

Le assurde giustificazioni in merito non terminano purtroppo qui. Secondo Lupien, infatti, l’uccisione di un certo numero di esemplari maschi di orso polare garantirebbe la sopravvivenza della specie, in quanto essi seguirebbero spesso l’istinto di attaccare i cuccioli da poco messi al mondo dalle femmine.

Pagine