Operazioni belliche

I nuovi attentati sono la Pearl Harbor dell'Europa

Attentati EuropaDopo Parigi, Bruxelles, e la prossima “tappa” quale sarà? Milano, Roma? Quattro mesi dopo la strage del Bataclan che provocò 130 morti innocenti, tocca alla capitale belga piombare nell'incubo attentati.

Tre esplosioni, probabilmente coordinate, all'aeroporto di Zaventem e alla stazione della metro di Maalbeek hanno causato almeno 34 morti (14 nello scalo e 20 nella metro) e 136 feriti.

Ma il bilancio purtroppo è ancora provvisorio. Tra i feriti vi sono 2 o 3 italiani. L'Isis ha rivendicato le azioni e minaccia: non ci fermeremo. Due le esplosioni (almeno uno era un kamikaze) intorno alle 08:00 allo scalo di Zaventem. Un'ora più tardi, alle 09:11, c'è stata un'altra esplosione su un ramo della metro, alla stazione di Maalbeek, poco distante dalle istituzioni europee.

Per il momento non risultato italiani morti, ma ci sono stranieri tra le vittime e la situazione è ancora molto fluida. I media belgi hanno diffuso le immagini di tre uomini, probabilmente i terroristi che hanno agito a Zaventem, catturate dalle telecamere di sorveglianza dell'aeroporto.

Nelle immagini si vedono due uomini che indossano maglioni neri e spingono due carrelli. Poco distante c'è un altro uomo vestito in modo differente, con abiti chiari e un cappello in testa.

La Russia progetta la costruzione di un nuovo sistema di siluri nucleari

Nuovo sistema di siluri nucleari russiMentre gli occhi del mondo sono puntati su ISIS, la Russia sta mettendo a punto armi diverse da tutte quelle che il mondo finora ha conosciuto. Poco tempo fa sono “trapelati per errore sulla stampa” i piani per la costruzione di un gigantesco siluro nucleare semovente capace di generare uno tsunami di più di 300 metri di altezza.

A quanto pare le testate nucleari installate su questi siluri sono progettate per creare talmente tante radiazioni che “ogni essere vivente ne rimarrà ucciso” – compresi quelli che tenteranno di sopravvivere all'attacco nascondendosi in rifugi sotterranei.

Questi “mini-sottomarini robotizzati” avrebbero una portata fino a 10.000 chilometri e sarebbe in grado di eludere tutti i sistemi di rilevamento statunitensi esistenti. Dire che una tale arma sarebbe un “cambiamento di scenario” è molto più che un eufemismo.

So bene che non vi basteranno queste mie parole per crederci. E così come sempre faccio per tutti i miei articoli, andrò a documentare scrupolosamente quello che dico.

Sappiamo di questi nuovi siluri nucleari perché sono stati brevemente illustrati nel corso di una recente trasmissione televisiva russa.

L'Arabia Saudita invade la Siria. Un progetto reale o un bluff per distrarre le masse?

Vladimir PutinPutin non ci sta. La guerra in Siria potrebbe presto degenerare nella terza guerra mondiale. Le grandi potenze, questa volta, stanno seriamente scaldando i motori: l’Arabia Saudita e i suoi alleati stanno per invadere la Siria. Scatenando un conflitto di portata inimmaginabile. Tutti i link e le dichiarazioni.

Solo un’esercitazione?

Nonostante gli avvertimenti di Putin e Assad, uno schieramento senza precedenti si sta radunando nel nord dell’Arabia Saudita, vicino ai confini con la Siria, per quella che i media chiamano “esercitazione militare“, in gergo North Thunder (il tuono del nord). 350 mila soldati, provenienti da almeno 21 paesi arabi che hanno firmato un patto lo scorso dicembre per “combattere il terrorismo”, tra cui quelli che si affacciano sul Golfo Persiano (gli Emirati), l’Egitto, il Sudan e il Pakistan, stanno per addensarsi nell’area saudita di Hafer al-Batin, cui secondo molti media sauditi – riportano molte fonti – si aggiungeranno qualcosa come 2.540 aerei da guerra, 20.000 carrarmati e 460 elicotteri, per una 18 giorni di manovre continuative che non ha precedenti nella storia.

La decisione dell’Arabia Saudita è “definitiva e irreversibile“, ha detto il Brig. Gen. Ahmed Al-Assiri durante una conferenza stampa lo scorso giovedì, aggiungendo che i dettagli sarebbero stati precisati dal capo della coalizione, gli Stati Uniti, e che lui rappresentava esclusivamente la decisione dell’Arabia Saudita.

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