Operazioni belliche

L'Italia manda truppe ai confini con la Russia

Esercito italiano - Vladimir PutinL’Italia schiererà i propri soldati ai confini con la Russia, sembra uno scherzo o una battuta, ma in realtà è tutto vero e non c’è niente da ridere. Nel 2018 l’Italia sarà addirittura il Paese guida di una Task Force di intervento rapido della NATO nel Baltico.

Il governo italiano, anticipato da Stoltenberg, non ha ritenuto necessario avvisare il Paese di questa bella notizia, così anche l'Italia fa la guerra alla Russia.

La decisione di mandare 140 soldati italiani in Lettonia è stata presa ancora a luglio al vertice NATO di Varsavia, come ha ammesso solo ora lo stesso ministro della Difesa Pinotti. L'avrà deciso pure la NATO, ma in tre mesi nessun ministro e neanche Matteo Renzi hanno rivelato questa decisione, a dir poco rischiosa.

L'Italia vuole mantenere il dialogo con Mosca, ma coi fatti sembra dire tutt'altro. Il governo italiano ubbidisce ciecamente alla NATO e agli Stati Uniti. Qual è il vero motivo di questa sottomissione totale alla NATO? Come cambieranno i rapporti fra l'Italia e la Russia? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Mirko Molteni, giornalista esperto di storia e argomenti militari, collaboratore di “Analisi Difesa” e del quotidiano “Libero”.

— Mirko, a questo punto anche l'Italia con questa missione NATO partecipa al gioco della guerra fredda contro la Russia?

Siria: jet Usa fa strage di bambini

Strage di bambini a ManbjiLa morte di 125 innocenti non merita inviati, peluche. Nessuna pietà per i poveri sfollati siriani

Partiamo da un dato: notizia e foto della strage di Manbji, su Globalist, letta e viste da più di 130mila persone.

Un numero che cresce di ora in ora. Parto da questo dato non per una autocelebrazione, ma solo per trovare quelle che forse sono le ragioni di questo dato.

Intanto, riepiloghiamo il Fatto: a Manbji, una città siriana al confine con la Turchia, un bombardamento aereo americano ha fatto 125 vittime.

Per lo più, donne, bambini e vecchi. Ero stato avvertito, e confesso che non ho voluto guardare le foto. Ma, me le hanno raccontate. Uomini anziani, donne e bambini, sfollati, in fuga dall'Isis che aveva ridotto al minimo la popolazione adulta maschile.

Perché tanti lettori su Globalist?

Semplice, perché la notizia altrove era praticamente assente. Centoventicinque morti, con un buon numero di bambini, senza passaporto per il mondo, e per le news. Morti senza memoriale, senza candele, senza bigliettini, senza peluche, senza inviati, senza prime pagine, senza l'esercizio di cronache strazianti.

I nuovi attentati sono la Pearl Harbor dell'Europa

Attentati EuropaDopo Parigi, Bruxelles, e la prossima “tappa” quale sarà? Milano, Roma? Quattro mesi dopo la strage del Bataclan che provocò 130 morti innocenti, tocca alla capitale belga piombare nell'incubo attentati.

Tre esplosioni, probabilmente coordinate, all'aeroporto di Zaventem e alla stazione della metro di Maalbeek hanno causato almeno 34 morti (14 nello scalo e 20 nella metro) e 136 feriti.

Ma il bilancio purtroppo è ancora provvisorio. Tra i feriti vi sono 2 o 3 italiani. L'Isis ha rivendicato le azioni e minaccia: non ci fermeremo. Due le esplosioni (almeno uno era un kamikaze) intorno alle 08:00 allo scalo di Zaventem. Un'ora più tardi, alle 09:11, c'è stata un'altra esplosione su un ramo della metro, alla stazione di Maalbeek, poco distante dalle istituzioni europee.

Per il momento non risultato italiani morti, ma ci sono stranieri tra le vittime e la situazione è ancora molto fluida. I media belgi hanno diffuso le immagini di tre uomini, probabilmente i terroristi che hanno agito a Zaventem, catturate dalle telecamere di sorveglianza dell'aeroporto.

Nelle immagini si vedono due uomini che indossano maglioni neri e spingono due carrelli. Poco distante c'è un altro uomo vestito in modo differente, con abiti chiari e un cappello in testa.

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