Operazioni belliche

Gli attacchi a Parigi: l'Economist li predisse già lo scorso gennaio

Terrorista sulla copertina dell'EconomistNel mese di gennaio il The Economist ha pubblicato una copertina dal titolo criptico “The World in 2015” caratterizzata da diverse immagini enigmatiche.

Che abbia previsto entrambi gli attacchi terroristici avvenuti a Parigi nel 2015?

Vediamo…

Nulla scia dei attacchi terribili di Parigi che sono costati la vita ad (almeno) 150 persone innocenti, mi sono subito ricordato di una specifica copertina del The Economist.

L’8 gennaio 2015, ho pubblicato un articolo su tale copertina…è piena di simboli criptici e fosche previsioni.

In effetti, la copertina della rivista contiene diverse immagini strane e sinistre che sembravano annunciare un anno piuttosto violento.

Considerando il fatto che il The Economist è in parte di proprietà della famiglia di banchieri Rothschild inglesi e che il suo redattore capo, John Micklethwait, frequenta le conferenze del Bilderberg, si dovrebbe prestare attenzione a questi avvertimenti.

In Siria arma segreta russa genera una gigante bolla radio-elettronica

Armi russeRadar accecati, danni ai sistemi elettronici di gestione, così come un'interferenza alle riprese satellitari in una “bolla” dal diametro di 600 chilometri, riferisce uno dei generali della NATO alla rivista “Daily OSNet”.

Insieme al sistema di difesa aerea “S-300” a bordo dell'incrociatore russo al largo delle coste di Latakia, questi due sistemi costituiscono, per definizione del generale Philip Breedlove, comandante americano dell'Alleanza Atlantica in Europa, la “bolla russa” in Siria, scrive “Dailiy OSNet”.

A seguito del funzionamento di questo sistema, la NATO si è ritrovata di fatto accecata in un raggio di 600 chilometri a partire dal centro della base russa di Latakia. L'autore dell'articolo cerca di capire che tipo di arma segreta russa sia stata schierata in Siria. Si presume che abbia una tecnologia simile al sistema “Richag”, ma a quanto pare la sua funzionalità è molto più estesa. La versione tattica di questo sistema era stata presentata ai giornalisti lo scorso aprile in Russia.

Il sistema “Richag” è montato sull'elicottero “Mi-8MT”. Ora si sostiene che non esista alcun modo di neutralizzarlo. Le sue contromisure elettroniche sono studiate per accecare i radar, sonar ed altri sistemi di rilevamento con lo scopo di difendere gli aerei, elicotteri, droni ed altri sistemi di difesa terrestri e delle forze navali in un raggio di diverse centinaia di chilometri. “Richag” può essere montato su qualsiasi tipo di armamento delle forze armate, compresi elicotteri e aerei, così come sulle unità terrestri e navali.

Un missile terra-aria inglese ha abbattuto l’aereo russo in Egitto

Aereo russo abbattuto dalla CIAL’Intelligence Estera (SVR) riporta oggi che un raid per prelevare nello Yemen due “risorse” della Central Intelligence Agency (CIA) catturate, e che si ritiene abbiano architettato l’abbattimento del volo 9268 sull’Egitto utilizzando i terroristi Stato islamico (SIIL), sia stato “un grande successo”, e una volta che il velivolo “protetto” dalle Forze aerospaziali era rientrato nello spazio aereo della Federazione russa, il Presidente Putin vietava tutti i voli aerei nella regione su consiglio del Direttore del Servizio di Sicurezza Federale(FSB) Aleksandr Bortnikov.

Come avevamo descritto nelle precedenti relazioni, l’ipotesi del SVR su questa tragedia, la più letale nella storia russa e di fatto ignorata dai giornalisti occidentali nelle loro continue provocazioni, il Volo 9268 è stato abbattuto da un missile terra-aria inglese fornito all’Arabia Saudita e consegnato ai terroristi dello Stato islamico, che poi lo rivendicavano dopo che l’aereo era stato “ingannato”, per volare ad una quota inferiore, dalle due “risorse” della CIA catturate dagli Spetsnaz (forze speciali) poche ore dopo l’attentato, mentre operavano nello Yemen.

Dopo la cattura di queste due “risorse” della CIA e del loro equipaggiamento “altamente sofisticato”, il rapporto continua, un “volo speciale” del Ministero delle Emergenze (EMERCOM) arrivava nella capitale dello Yemen, Sana, dove atterrava utilizzando come copertura uno dei più potenti cicloni che abbiano colpito la nazione nella sua storia.

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