Riflessioni di Einstein e di Planck


Riflessioni di Einstein e di Planck

Discussione sui differenti punti di vista di Albert Einstein e di Max Planck sul ruolo della ricerca scientifica nella società.

La scienza è uno strumento potente. Il modo in cui viene usato, che si tratti di una benedizione o di una maledizione per l'umanità, dipende dall'umanità e non dallo strumento. Un coltello è utile, ma può anche uccidere. Einstein

Questo titolo sembra implicare che esistesse un grande abisso tra Einstein e Planck, quando in realtà essi erano sinceramente amici e sembra avessero molto in comune e un grande rispetto l’uno per l’altro.

Questa amicizia nacque, come ci si potrebbe aspettare, in primo luogo a partire dalla loro scienza. Einstein aveva capito il vero significato dell’ipotesi quantistica di Planck, tanto da incorporarla nel suo lavoro sull’effetto fotoelettrico. Planck inizialmente era scettico, ma quando alla fine Einstein lo convinse, Planck gli offrì un incarico di professore all’Università di Berlino, dove Planck era stato il Decano. I due divennero amici intimi e spesso si ritrovavano per suonare insieme. Avevano molto in comune: erano entrambi fisici, erano entrambi leader nello sviluppo della teoria quantistica, ed erano entrambi tedeschi (anche se a quel tempo Einstein aveva preso la cittadinanza svizzera).

I due scienziati avevano le loro peculiarità. Planck è stato un fiero prussiano (anche se non un nazionalista), mentre Einstein era un Ebreo che non riuscì mai a metter radici in luogo in particolare, e credeva che il mondo sarebbe stato meglio sotto un governo unico mondiale. Queste differenze esplosero all’inizio della prima guerra mondiale. Nel 1914 Planck firmò l’infame “Manifesto al mondo civilizzato”, un annuncio sponsorizzato dal governo e appoggiato da 93 eminenti scienziati tedeschi, studiosi e artisti, dove si dava in modo inequivocabile pieno sostegno alle operazioni militari tedesche nel primo periodo della prima guerra mondiale.

Einstein, invece, mantenne un atteggiamento decisamente pacifista e rispose firmando un ‘manifesto agli europei’, che sfidava il militarismo e ‘questa guerra barbara’ e chiedeva pacifica unità europea. Questo atto portò Einstein quasi alla carcerazione, fu risparmiato solo grazie alla sua cittadinanza svizzera. Queste differenze sono state di breve durata. Nel 1915, dopo diversi incontri con il fisico olandese Lorentz, Planck revocò parte del Manifesto. Poi nel 1916 firmò una dichiarazione contro le annessioni tedesche.

Tra le due guerre, Planck si espresse a favore dell’indipendenza della scienza. Egli sosteneva che la scienza avrebbe dovuto essere una ricerca indipendente della conoscenza, non controllata dalle necessità dello stato o dell’industria. In questo, Planck fu tutt’uno con Einstein. Come i nazisti aumentato il loro potere nel 1930, Planck adottò la strategia di ‘perseverare e continuare a lavorare’. Questa strategia divenne però più difficile a causa del trattamento nazista nei confronti degli ebrei, cosa che Planck apertamente e coraggiosamente criticava. Ebbe addirittura il coraggio di discutere la questione direttamente con Hitler. Egli ha cercato di tenere la scienza indipendente dalla politica e dalla spinta dei nazisti di indirizzare la ricerca scientifica verso le esigenze dei militari e dello stato. Nel 1937, si dimise da presidente del Kaiser Wilhem Institute, dopo che questo fu riorganizzato dai nazisti per servire i loro scopi. In seguito, il Kaiser Wilhem Institute sarebbe stato rinominato in Max Planck Institute, in suo onore.

Durante questo periodo, Einstein, che era ebreo, aveva lasciato la Germania. Si oppose al militarismo tedesco, ma ironia della sorte, le azioni dei tedeschi lo spinsero ad abbandonare temporaneamente la sua posizione pacifista. Questo il pensiero di Einstein: “Un potere organizzato può essere fermato solamente da un altro potere organizzato. Per quanto questo mi dispiaccia, non credo ci sia altro modo”.

Nel 1939, Einstein fu convinto a prestare il suo prestigio, scrivendo una lettera, con Leo Szilard, al presidente Franklin D. Roosevelt, per allertarlo sulla possibilità che la Germania nazista potesse arrivare a sviluppare la bomba atomica, ed esortando il presidente USA acchè gli americani facessero altrettanto. La risposta di Roosevelt fu il Progetto Manhattan, che portò alla creazione delle prime bombe nucleari, le quali non furono utilizzate contro i tedeschi, che avevano già perso la guerra in Europa, ma contro i giapponesi nell’atto finale della guerra nel Pacifico. Nei suoi ultimi anni Einstein, pentito, scrisse queste parole: “Se avessi saputo che i tedeschi non sarebbero mai riusciti a produrre una bomba atomica, non avrei mosso un dito”.

Quindi, all’inizio della prima guerra mondiale, Einstein fu il pacifista, mentre Planck esortava la comunità scientifica a sostenere lo sforzo bellico. Al contrario, all’inizio della seconda guerra mondiale, Planck si oppose con forza alla militarizzazione della ricerca scientifica, mentre Einstein sostenne gli scienziati americani nello sviluppo della bomba nucleare. Entrambi avevano una giustificazione per le loro azioni, al momento, ma entrambi avrebbero in seguito rimpianto il proprio impegno scientifico per scopi militari, ed entrambi divennero sostenitori di una ricerca scientifica per il bene comune.

Fonte: fisicaquantistica.it / Articolo originale: Same, same...but different! Einstein, Planck and the role of science in societyFoto: WEB

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