Fine della globalizzazione, egemonia dollaro a rischio

Fine della globalizzazione, egemonia dollaro a rischio

Declino della globalizzazione. Rischio di perdita di egemonia del DOLLARO, con Cina-Urss già in attività per non utilizzarlo nei loro scambi commerciali.

Grazie al nuovo corso POLITICO, con TRUMP-USA, abbiamo dei cambiamenti di importanza elevata per il futuro delle relazione entro gli Stati, nel COMMERCIO, FINANZA, che porteranno un nuovo corso di importanza strategica.

Con l’introduzione dei DAZI, SANZIONI, e uso delle LEGGI, DOGANE, ECOLOGIA, SICUREZZA, si inasprisce la GUERRA COMMERCIALE, con un rischio elevato di trasposizione in GUERRA VALUTARIA.

Cose già viste, e inasprite nei momenti dove la crescita economica, e degli utili, si contrae, e la CONCORRENZA diventa sempre più agguerrita. Nulla di nuovo su questo fronte, ma cambia in modo marcato il “modus operandi”, cioè il modo di comunicare, relazionare, e fare affari.

Con l’innesco delle tensioni in particolare entro USA-CINA, tutta l'ASIA è soggetta a restrizioni, rischi, sull’export, e quindi sulla produzione, investimenti, crescita, con accelerazione delle fusioni, acquisizioni, alleanze e sinergie. Una situazione che deve tenere conto dei maggiori COSTI produttivi, ENERGIA, TRASPORTI, dislocazione e riallocazione produttiva, che avranno anche una maggiore connotazione ECOLOGICA, e di NAZIONALISMO. Il BOICOTTAGGIO dei prodotti singoli, provenienti da una Nazione “nemica”, in contrasto, possono subire rischi elevati, quindi il fattore supera gli investimenti in pubblicità e marketing, e la qualità stessa dei prodotti in causa. Un esempio iPHONE e HUAWEI.

E pure l'EUROPA non ne è esente, anzi, si trova giusto nel mezzo, entro USA e i rivali commerciali, concorrenti, URSS, INDIA, CINA, COREA, e altri.

Questo MIX di POLITICA ed ECONOMIA, coinvolge anche le scelte degli acquisti, investimenti, in maniera molto importante. I recenti esempi l’acquisto di armamenti da parte della Turchia, che ha scelto Urss, al posto di Usa, nonostante sia Paese della NATO, e che ha innescato sanzioni elevate. CINA e INDIA che acquistano il petrolio IRAN. La Germania che sceglie in gasdotto russo, al posto di acquistare il gas americano, e coincidenza: gli Usa mettono sotto scacco auto EU e la Deutsche Bank in Usa. Senza scordare quanto sta accadendo entro BOEING e AIRBUS. E la visita USA in Svizzera, giusto nel momento che si sta decidendo per l’acquisti dei nuovi AEREI CACCIA, porteranno la scelta sugli FA-18 o F-23 USA?

Come primi effetti marcati, abbiamo il calo evidente delle esportazioni, di Sud Corea, Singapore, Cina, in particolare dal settore tecnologico, semiconduttori. E sono solo i DATI pubblicati di maggio e giugno, che non contemplano appieno i recenti accadimenti e sviluppi dai dazi imposti.

Le ECONOMIE globali sono in deterioramento, in rallentamento ulteriore, e lo vediamo dal termometro, i RENDIMENTI, calati a nuovi record minimi. fattore che ha spinto ad un aumento della LIQUIDITÀ immessa dalle Banche Centrali, nei mercati finanziari, in cerca di risollevare le sorti.

LIQUIDITÀ che risulta essere l’unico fattore a favore degli INDICI, dei titoli, obbligazioni, in un mercato sempre più confrontato con TASSI NEGATIVI, e sempre più alla ricerca spasmodica di REDDITIVITÀ, cercando pure di proteggersi contro i RISCHI sempre più evidenti e marcati, sostenendo strategie protettive, acquisti di QUALITÀ.

DIFFICILE essere ottimisti, nonostante i record massimi della BORSA USA, visto le tensioni elevate, e problemi sempre irrisolti, di GEOPOLITICA, IMMIGRAZIONE, DEBITI privati e statali record e in rialzo, e la grande necessità di capitali freschi per il settore AEREO da maggiore necessità di ecologia, costi energia, tassa ecologica. AUTO da calo vendite continuo, elevati stoccaggi, assorbimento e chiusura produzione diesel e investimenti miliardari nell’elettrico. TELEFONIA MOBILE con l’avvento del 5G. Dal crollo delle transazioni COMMERCIALI, che colpisce il settore TRASPORTI, con autocarri, containers, noli navali, autocarri, peggiorati dal rialzo del PETROLIO, aumento costo copertura rischi. Investimenti ECOLOGICI, con maggiore pressione su Stati, Politica, Banche, che saranno “obbligati” ed ingenti.

Stiamo entrando nel periodo della pubblicazione degli UTILI, del secondo trimestre / primo semestre, con aspettative ridotte, ma non ancora valutate nelle quotazioni, che porteranno una maggiore VOLATILITÀ sui singoli TITOLI / SETTORI.

Le aspettative di POLITICA MONETARIA sono state riconfermate marcatamente dalla FED USA, che ha capitolato di fronte alle richieste, critiche, da parte di TRUMP. Fattore che alimenta la fase di allentamento monetario, e di misure di stimolo economico, politiche fiscali ampie, da EU, CINA, e altri.

Come effetto, prima focalizzati gli USA, con un andamento migliore, con crescita, rendimento, politica interna, investimenti, rientro capitali, sondaggi Trump favorevoli, e un DOLLARO ben sostenuto, in un canale rialzista graduale.

Poi, con i dati negativi GERMANIA, calo dei bund tedeschi, e rialzo obbligazioni ITALIA, con netto calo dello SPREAD.

Ora abbiamo i prossimi appuntamenti che portano gli occhi su EU-ECB, CINA, in particolare. Senza scordare gli attacchi di TRUMP contro il PETROLIO, il DOLLARO, giudicati marcatamente troppo elevati.

Sul PETROLIO non ha molto potere, almeno nel breve termine, visto che gli effetti al rialzo sono condizionati da maltempo, riduzione produzione Opec, sanzioni Iran, tensioni Medio Oriente. Per il futuro previsto calo ulteriore della domanda globale.

Sul DOLLARO abbiamo invece rischi concreti di una potenziale azione da parte degli USA, tramite la FED, di INTERVENTI o misure contro di esso. Rischio di perdita di egemonia del DOLLARO, con Cina-Urss già in attività per non utilizzarlo nei loro scambi commerciali. Dalla introduzione di sempre maggiore forza delle CRIPTO VALUTE, vedi LIBRA, e gli attacchi di Trump e varie Nazioni, Banche Centrali, che lo temono, dal rischio di perdere il controllo, e quindi gli “affari”. TRUMP ha dichiarato che EU e CINA sono dei manipolatori del cambio, e che il DOLLARO è sopravalutato del 25pc sull’EURO, e su YEN.

Ad oggi, spasmodica ricerca di YIELD, alimentata dalla ampia liquidità, e ulteriore a venire, senza interesse per i dati fondamentali, che si discostano sempre più dalla finanza e andamento dei mercati.

I livelli dei TASSI globali sono su record minimi, con tutte le aspettative, dati economici, geopolitica, politica, già largamente conosciute. E non dobbiamo dimenticare che da quanto gli USA hanno dato segnali di rialzo TASSI (dalla metà 2017), questi sono scesi continuamente, sino ad arrivare ai livelli attuali.

E ora? Dal momento che il ciclo è cambiato, e la FED passa al taglio dei tassi, è il momento che smetteranno di calare, e invertiranno la rotta?

INFLAZIONE ai record minimi, in calo, e sotto i target banche centrali. PRODUZIONE in calo marcato, industriale e manifatturiera. Da questi due fattori primari abbiamo dei primi timidi segnali di miglioramento, o almeno, consolidamento dei livelli raggiunti. INDICI, BONDS sostenuti fintanto che le Banche Centrali daranno liquidità, e segnaleranno acquisti assets. E se l’inflazione dovesse riprendere, e il dollaro perdere valore, abbiamo un segnale tutto a favore di ORO, ARGENTO, metalli preziosi.

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