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La conoscenza della personalità e delle sue tendenze

La conoscenza di noi stessi vuol dire riconoscere il nostro Vero Essere, quello che siamo realmente. Questo è il nostro primo dovere come uomini

La conoscenza di te stesso! Poche persone hanno saputo interpretare correttamente questa massima di Talo di Mileto, iscritta nel frontespizio del “Tempio dell’Oracolo di Delfo”. Chi è questo “sé stesso” che dobbiamo conoscere? Ci sono per caso, aspetti del nostro essere che ignoriamo?

Ci si riferisce, in questa massima, forse alla personalità, al carattere? Evidentemente no. La conoscenza della personalità e delle sue tendenze è importante, questo è ovvio, ma se conoscersi fosse unicamente questo, non si sarebbe posto questo precetto sul frontespizio del Tempio.

Conoscere sé stesso, vuol dire riconoscere il nostro “Vero Essere”, quello che siamo realmente, oltre qualsiasi speculazione intellettuale o razionale, oltre qualsiasi supposizione. È conoscere la radice della nostra esistenza, il proposito fondamentale e la nostra eredità cosmica. E di tutto questo, ovviamente, ne sappiamo veramente poco o nulla.

Conoscere sé stesso, è ritrovare tutte le potenzialità e possibilità, che come “Figli di Dio” abbiamo ereditato dal nostro Creatore. Frugare nelle nostre parti più profonde ed intime, per vedere chi e che cosa siamo realmente. Questo è il nostro primo dovere come uomini. La tripla interrogazione chi sono? da dove vengo? dove vado? costituisce il principio filosofico della vita e la primordiale affermazione che l’essere umano possiede alcune profondità, attecchite in suoli di immortalità, e un anelito altissimo, che esige di scoprirle e manifestarle.

Quale è il proposito della mia esistenza? che cosa faccio qui? Domande chiave, che prima o poi, sorgono in ogni uomo, come conseguenza del risveglio dell’intelligenza. Quale è la causa, allora, che ci fa vivere come esseri che, in realtà, non siamo? La risposta è semplice benché complicata da capire: noi uomini, in realtà, non siamo “svegli” ma sogniamo di esserlo, e ciò succede perché siamo sommersi in un profondo sonno ipnotico.

Gennaio 31st

Convertiti i segnali cerebrali in parole

Neuroingegneri della Columbia University hanno creato un sistema che traduce i segnali cerebrali in un linguaggio comprensibile e riconoscibile

Monitorando le attività cerebrali, la tecnologia può ricostruire le parole che una persona ascolta con una chiarezza senza precedenti.

Neuroingegneri della Columbia University di New York hanno creato un sistema che traduce il pensiero in un linguaggio comprensibile e riconoscibile. Monitorando l'attività cerebrale, la tecnologia può ricostruire le parole che una persona ascolta con una chiarezza senza precedenti.

Questa scoperta descritta su Nature, (1) che sfrutta la potenza dei sintetizzatori vocali e dell'intelligenza artificiale, potrebbe conferire ai computer la possibilità di comunicare direttamente con il cervello. Inoltre, pone le basi per aiutare le persone che non riescono parlare, come i pazienti con sclerosi laterale amiotrofica (SLA) o tutti i soggetti che si riprendono da un ictus, a riconquistare la capacità di comunicare con il mondo esterno.

“Le nostre voci ci aiutano a connetterci con i nostri amici, familiari e il mondo che ci circonda, ed è per questo che perdere il potere della propria voce, a causa di lesioni o malattie, è così devastante”, spiega il dottor Nima Mesgarani, (2) PhD, l'autore senior del giornale e investigatore principale all'Istituto di Brain Behaviour della Mortimer B. Zuckerman della Columbia University. (3) “Con lo studio di oggi, disponiamo di una potenziale soluzione per ripristinare quel potere. Abbiamo dimostrato che, con la giusta tecnologia, i pensieri di queste persone potrebbero essere decodificati e compresi da qualsiasi ascoltatore.”

Gennaio 30th

In Italia ogni due giorni scompare un bambino

Ogni anno almeno 10mila minori stranieri non accompagnati scompaiono in Italia a poche ore dal loro arrivo; di questi, pochissimi vengono ritrovati

Ogni due giorni in Italia sparisce un bambino e, purtroppo, quattro su cinque non fanno più ritorno a casa dalle loro famiglie, facendo perdere le loro tracce per sempre.

Secondo i dati pubblicati da “Sos Il Telefono Azzurro Onlus” in occasione della “Giornata internazionale per i bambini scomparsi”, su 177 casi gestiti nel 2017, soltanto il 16,9% si risolve in maniera positiva. Un dato che tradotto in parole povere ha un significato drammatico: circa 147 minori nell’ultimo anno sono morti o sono stati rapiti, per finire, spesso e volentieri, nei circuiti dello sfruttamento sessuale e del lavoro minorile.

Un numero che potrebbe essere ancora più grande se si tiene conto dei casi che non vengono in alcun modo segnalati alle autorità. Sono 8 milioni i bambini che scompaiono ogni anno, vale a dire 22.000 bambini al giorno in tutto il mondo. Sono i dati diffusi da Telefono Azzurro in occasione della Giornata Internazionale dei bambini scomparsi, che dal 25 maggio 2009 gestisce in collaborazione con il ministero dell’interno e le forze dell’ordine il numero unico europeo 116.000, attivo 24 ore su 24. Attraverso il servizio 116.000, l’associazione si è occupata, nell’ultimo decennio, di 1.125 casi di bambini spariti perché fuggiti di casa o da un istituto, o perché rapiti o sottratti da un genitore.

Il 2017 è stato uno degli anni più drammatici dall’attivazione del servizio, con 3,5 denunce a settimana. Il 64,5% delle segnalazioni riguardano la scomparsa di minori non accompagnati, giunti in Italia per sfuggire a povertà, guerra e situazioni d’emergenza. La fuga da casa, ovvero i casi di minori e adolescenti fuggiti da contesti familiari caratterizzati da abuso e violenza, ha un’incidenza del 12,4% e rappresenta la seconda causa di sparizione.

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