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Febbraio 8th, 2019

Nuovo meccanismo delle proteine BRCA1 BRCA2 nella riparazione del DNA

Il nuovo studio dimostra che l’RNA sintetizzato nel sito del danno si appaia al DNA da cui è trascritto, formando una particolare struttura ibrida

In una ricerca condotta nei laboratori dell’IFOM di Milano alcuni ricercatori hanno osservato per la prima volta un nuovo aspetto del meccanismo di reclutamento delle proteine BRCA1 e BRCA2 nella riparazione del DNA.

Sono le strutture ibride di DNA e RNA che si creano dove il DNA è danneggiato ad attrarre i due fattori, che poi cooperano a riparare il danno stesso. Gli scienziati, oltre ad aver chiarito il meccanismo, stanno individuando una strategia terapeutica per intervenire sulla formazione e funzione di questi ibridi tramite l’utilizzo di molecole antisenso. In questo modo si impedirà la riparazione del DNA esistente, attaccando perciò un punto debole della cellula tumorale.

Le proteine codificate dai geni BRCA1 e BRCA2 hanno un ruolo importante e riconosciuto: mantengono la stabilità del genoma e in particolare contribuiscono a riparare il DNA quando è danneggiato. In caso di mutazioni in BRCA1 e BRCA2, l’organismo è esposto all’accumulo di difetti non riparati nel DNA e alla potenziale conseguente formazione di neoplasie tumorali, tra cui i principali sono tumori femminili di mammella e ovaio.

Nonostante il ruolo delle proteine BRCA1 e BRCA2 nella riparazione del DNA sia da tempo noto, il meccanismo del loro intervento era ancora oscuro. Una scoperta fatta dal gruppo di Fabrizio d’Adda di Fagagna dell’Ifom di Milano e dell’Istituto di genetica molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche di Pavia (Cnr-Igm), nel solco delle ricerche sulla caratterizzazione del ruolo dell’RNA nella risposta cellulare al danno al DNA, ha svelato un nuovo aspetto di tale modalità di intervento e ha individuato una potenziale prospettiva terapeutica.

Per capire come si sia arrivati a questa scoperta bisogna partire da due ricerche precedenti in cui il laboratorio di d’Adda di Fagagna ha messo in evidenza per la prima volta che l’RNA ha un ruolo fondamentale nella protezione del DNA: dove il DNA è danneggiato sono prodotte delle molecole di RNA che contribuiscono al riconoscimento e alla riparazione della lesione stessa (i risultati sono stati pubblicati rispettivamente su Nature (1) nel 2012 e su Nature (2) Cell Biology nel 2017).

Febbraio 7th

Le stazioni base dei cellulari alterano le correnti cerebrali

Uno studio, che risale al 2005, sostiene che le stazioni base dei telefoni cellulari modificano le correnti cerebrali e causano altri disturbi alla salute

Secondo uno studio svolto nel 2005, le stazioni base dei telefoni cellulari modificano le correnti cerebrali e causano disturbi alla salute.

Ripropongo la traduzione di un importante studio austriaco che risale al 2005. Lo studio, diretto dal gruppo di ricerca del dottor Gerd Oberfeld, attestò in maniera inequivocabile i danni alla salute delle onde di una stazione base di telefonia cellulare.

La ricerca in Austria fu curata dal team del medico Gerd Oberfeld. (1)

Le radiazioni provenienti da una stazione base di telefonia cellulare, ad una distanza di 80 metri, provocano cambiamenti significativi della corrente elettrica nel cervello e nei testicoli (misurata mediante elettroencefalogramma, EEG). In un test è emerso che, nel corso dell'assimilazione delle radiazioni, tutti i soggetti coinvolti hanno accusato sintomi di malessere, in alcuni di loro i sintomi sono stati più intensi.

Questo è il risultato di un'indagine di un gruppo di scienziati austriaci. Essi hanno misurato alfa 1 (da 8 a 10 Hz), alfa 2 (da 10 a 12 Hz) e onde beta (da 13 a 20 Hz). Una piccola densità di radiazioni GSM 900 e GSM è stata sufficiente per provocare vari cambiamenti significativi in queste tre gamme di frequenza. Ciò significa che il corpo è stressato e questo stato, a lungo termine, compromette la qualità della vita, la capacità lavorativa e lo stato di salute della persona esposta.

La ricerca è stata finanziata dal Land Salzburg in Austria. Le persone sottoposte al test erano nove donne e tre uomini tra i 20 e i 78 anni, che si consideravano "elettrosensibili". Sono stati invitati a sedersi su una sedia con gli occhi coperti e le orecchie tappate. Ovviamente essi non erano a conoscenza che erano sottoposti a radiazioni elettromagnetiche.

Il lato della stanza diretto verso il cellulare era schermato contro le radiazioni ad eccezione di una piccola parte che non poteva essere completamente schermata. Nella prima fase, la densità di radiazione vicino alla testa era di 26 microWatt / m2, nella seconda fase era di 3327 microWatt / m2 e nella terza fase era di nuovo di 26 microWatt / m2. Sono stati misurati molti altri parametri ambientali, non inclusi nei risultati, come: radiazioni provenienti dalla televisione e dalla radio FM, rumore, CO2, temperatura, umidità relativa, campi magnetici a bassa frequenza e soherics (scariche elettriche nell'atmosfera, che possono causare radiazioni).

Febbraio 6th

Scoperto in Antartide il cugino dei dinosauri

Questo nuovo animale preistorico, che assomiglia a una lucertola, era un archosauro un parente dei coccodrilli e dei dinosauri

Gli scienziati hanno scoperto un nuovo membro della famiglia dei dinosauri, un rettile dalle dimensioni di un iguana.

L'Antartide non fu sempre una terra ghiacciata. 250 milioni di anni fa, era coperta da foreste e fiumi e la temperatura raramente scendeva sotto lo zero. Questo continente è stato anche dimora di diversi animali selvatici, compresi i primi parenti dei dinosauri. Gli scienziati hanno appena scoperto un nuovo membro di quella famiglia, un rettile dalle dimensioni di un iguana il cui nome significa “re antartico”.

Il dottor Brandon Peecook, (1) un ricercatore del Field Museum e autore principale di un articolo sul Journal of Vertebrate Paleontology che descrive la nuova specie, (2) spiega: “Questo nuovo animale preistorico, che abbiamo scoperto, era un archosauro (archosaur), un parente dei coccodrilli e dei dinosauri. Assomiglia un po' a una lucertola, ma evolutivamente è uno dei primi membri di quel grande gruppo. La sua scoperta offre nuovi indizi su come i dinosauri e i loro parenti più stretti si sono evoluti e diffusi.”

Lo scheletro fossile è incompleto, ma i paleontologi riescono abbastanza bene a destreggiarsi nella sua analisi e studio. Questo fossile è chiamato Antarctanax shackletoni (la prima parola significa “re antartico”, mentre l'altra parola si ispira all'operatore polare Ernest Shackleton). Basandosi sulle sue somiglianze con altri animali fossili, il dottor Brandon Peecook e i suoi coautori (Roger Smith dell'Università di Witwatersrand e collaboratore dell'Iziko South African Museum e Christian Sidor del Burke Museum e dell'University of Washington) sono convinti che l'Antarctanax era un carnivoro cacciatore di insetti parente degli anfibi e dei rettili.

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