Archive - Lug 1, 2016

Brexit: Soros da catastrofista diventa ottimista

George Soros - UK’esito del voto a favore di uan Brexit è stato uno choc anche per George Soros, ma la tragedia non sembra più un ‘fait accompli‘ come poteva sembrare nelle ore immediatamente successive all’ufficializzazione della vittoria dei no all’Europa da parte del popolo britannico o per lo meno dei 46,5 milioni di cittadini che si sono recati alle urne il 23 giugno.

In un intervento al Parlamento europeo, il guru degli investimenti ha detto che, anzi, la Brexit ha creato uno “slancio positivo per costruire un’Europa più forte e migliore”. Detto questo rimane il fatto che il referendum britannico ha aperto “una nuova crisi” in Europa già malandata.

Più di quattro milioni di persone hanno firmato una petizione per chiedere al Parlamento di tenere un secondo referendum. “Nel momento in cui in Parlamento si discuterà di questa petizione, non è da escludere che altre persone firmeranno la petizione, superando il numero di quelle che hanno votato per la Brexit”.

Sotto inchiesta le 4 mln di firme per rifare il referendum Brexit

Sotto inchiesta le 4 mln di firme per rifare il referendum BrexitA poche ore dal referendum che in Gran Bretagna avrebbe sancito l'uscita della stessa dalla U.E., sulla piattaforma di petizioni del governo britannico è comparsa una petizione per annullare il referendum e rifarne un secondo.

Ovviamente la ridicola iniziativa ha suscitato feroci ironie sul web ("E se al secondo turno vince il “Remain”, fanno la “bella” oppure vanno ai rigori?"), e qualcuno si è divertito a proporre sulla stessa piattaforma, provocatoriamente, altre petizioni (esempio geniale: “Ridisputare la battaglia di Hastings del 1066 perché non sono soddisfatto del risultato”).

I moderatori della piattaforma hanno comprensibilmente bloccato queste iniziative provocatorie, però è incomprensibile che abbiano lasciato quella originale che vorrebbe un secondo referendum... e dico “incomprensibile” perché non esiste nulla di più sovversivo ed antidemocratico di un'iniziativa che voglia “democraticamente” sovvertire i risultati di una voto popolare, giusto o sbagliato che sia.

A parte queste sacrosante perplessità, altre ne sorgono sulle modalità con cui questi voti vengono raccolti, con la possibilità di chiunque (da tutto il mondo) di intrufolarsi per votare, spacciandosi per un cittadino britannico.