Archive - Giu 2016

Giugno 30th

In arrivo ondata di referendum per uscire dall'Ue

In arrivo ondata di referendum per uscire dall'UeLo chiamano tsunami Brexit.

È lo tsunami politico in arrivo da partiti e movimenti di destra o improntati al populismo di diversi paesi europei, pronti a chiedere in totale ben 34 referendum che potrebbero decretare anche per loro il divorzio dall’Unione europea. È quanto emerge da una ricerca messa a punto dallo European Council on Foreign Relations (ECFR).

Diversi “partiti insurrezionisti”, così come viene riportato, stanno invocando i referendum su diverse questioni, dall’appartenza all’Ue alla politica di immigrazione.

Come motivazioni, vengono citati sia la paura che la Turchia entri a far parte dell’Ue, che l’accoglienza ai rifugiati che è stata promossa dalla cancelliera tedesca Angela Merkel.

Così Mark Leonard di ECFR:

“Molti di questi partiti insurrezionisti hanno opinioni sulla politica estera che si avvicinano più alle posizioni del presidente russo Vladimir Putin che a quelle del presidente Obama”.

Post brexit: le dichiarazioni guerrafondaie dei nazi-UE

Nazi UeLo storico voto del brexit ha avuto un altro vantaggio. L’UE ha definitivamente mostrato la sua natura, assimilabile solo ad un altro totalitarismo ben conosciuto: il nazismo.

L’UE oggi è un ordinamento di carattere spiccatamente imperialista che punta a sottomettere chiunque non si pieghi al proprio volere, che poi non è altro che quello della grande finanza. In sostanza, come ho riferito al Parlamento Europeo davanti al gruppo EFDD, l’UE è il primo totalitarismo finanziario della storia.

Proprio su questo punto si nota la differenza principale tra il nazismo “storico” e questo nuovo modello. Mentre il nazismo nasceva come risposta al neoliberismo, questa nuova dittatura è propriamente l’essenza del neoliberismo e punta a distruggere ogni altro Stato nazionale che osi rifiutare il mantra del mercato “uber alles” (sopra tutto!).

Lo scopo principale di questo pezzo è quello di riportare le dichiarazioni rilasciate, a vario titolo, dagli esponenti di questa oscena dittatura contro la Gran Bretagna, esse meritano di essere riepilogate, perché si tratta di vere e proprie dichiarazioni di guerra. Cominciamo questa oscena rassegna.

Juncker, il Presidente con evidenti problemi con l’alcol della Commissione Europea, ha subito gettato benzina sul fuoco precisando che “non sarà un divorzio consensuale”. Si è poi lanciato anche in una chiarissima minaccia: “presto dimostreremo che Londra stava meglio dentro l’Unione”.

Giugno 29th

Times: la fine dell'Europa non è più impossibile

L'Unione Europea non è mai brillata per capacità di introspezione, scrive Charlotte McDonald-Gibson sulla prestigiosa rivista americana Time. Per anni l'Unione si è trascinata da una crisi all'altra, “promettendo a più riprese di attivarsi per sanare la crescente sfiducia dei suoi 500 milioni di cittadini, ma tornando poi puntualmente ai bisticci interni”. L'Uscita del Regno Unito dall'Unione, però, è un evento di portata differente; una parte importantissima dell'Ue se ne sta andando, e il “business as usual” non appare più un'opzione percorribile.

I membri fondatori dell'Unione, incontratisi ieri, paiono averne preso atto già lo scorso fine settimana, quando con un comunicato congiunto hanno avvertito che “né la semplice richiesta di maggiore Europa, né una fase di mera riflessione possono costituire una risposta adeguata” a un evento dalle implicazioni politiche ed economiche cosi' profonde.

Stabilire quale intervento adottare, però, non è facile. L'assoluta priorità è ovviamente quella di placare il panico e trovare un percorso di separazione il più possibile sereno e consensuale con il Regno Unito. I leader di Germania, Francia e Italia, che si sono incontrati ieri a Berlino, hanno spiegato che i negoziati con la Gran Bretagna non avranno inizio prima di una notifica formale.

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