Archive - Mar 2015

Marzo 12th

La Russia si stacca dal Trattato sulle Forze Armate Convenzionali

Sergei LavrovCade un baluardo della diplomazia internazionale che resisteva dalla Guerra Fredda. Minaccia di una guerra nucleare non era così alta da 25 anni.

La Russia ha deciso che non parteciperà più a un gruppo di consulenza sul Trattato sulle Forze Armate Convenzionali in Europa, mettendo fine a una delle ultime modalità ancora esistenti con cui partecipava al trattato di sicurezza firmato nel 1990 al termine della Guerra Fredda.

“La Federazione Russa ha preso la decisione di interrompere la sua partecipazione alle riunioni del gruppo di consulenza a partire dall'11 marzo 2015”, si legge in un comunicato ufficiale del Ministero degli Esteri, presidiato da Sergei Lavrov.

Come conseguenza la Russia non parteciperà più attivamente al Trattato sulle Forze Armate Convenzionali, un patto pensato per garantire la sicurezza tra il blocco occidentale e le forze allineate alla Russia.

Secondo quanto dichiarato dal direttore del Centro Carnegie di Mosca, Dmitry Trenin, all'agenzia russa RIA Novosti, la decisione di Mosca di sospendere la sua partecipazione al Trattato sulle forze armate convenzionali in Europa è un gesto diplomatico, simbolico, per dimostrare che un sistema comune della sicurezza in Europa non esiste.

Mosca ha anche annunciato che se lo vorrà installerà impianti nucleari nella repubblica di Crimea, la penisola annessa alla Russia per effetto di un referendum in cui la popolazione ha chiesto la secessione dall'Ucraina.

Marzo 10th

KANKROPOLI! il dossier che parla della mafia del cancro!

 KANKROPOLIIl dossier che ha fatto esplodere il caso DI BELLA!

Attualmente, nella pratica corrente non viene usata alcuna terapia valida contro i tumori.

Cosa realmente viene fatto a chi OGGI si ammala di cancro. Nella stragrande maggioranza dei casi si usano, dove è possibile, unicamente tre metodi: l'asportazione chirurgica, la chemioterapia e l'irradiazione.

Il primo rimedio è del tutto inutile, perché il tumore non è che lo stadio finale e più visibile di una situazione patologica che coinvolge tutto l'organismo. Pertanto, dopo l'asportazione, la recidiva è quasi la regola, in quanto le difese del paziente saranno ulteriormente indebolite dal trauma delle ferite, dall'intossicazione dell'anestesia, dagli antibiotici e dagli altri medicinali.

Gli altri due metodi si basano sul fatto che le cellule cancerose sono più deboli di quelle sane, pertanto, sotto l'azione di veleni o di radiazioni ionizzanti, sono le prime a morire. Questa constatazione porta però a una delle pratiche più insensate della storia della medicina: avvelenare ed irradiare il paziente per guarirlo! Anche la persona meno informata, riesce a comprendere che guarigione significa miglioramento della salute.

Nessuno pensa che l'inquinamento, gli esperimenti atomici o l'incidente di Chernobyl siano i provvidenziali vantaggi dei nostri tempi per mantenerci sani. Nei fatti, anche con la chemioterapia e l'irradiazione, dopo un iniziale, apparente successo, il malato, con il sistema immunitario massacrato, indebolito nel corpo e nella mente, svilupperà generalmente in breve tempo un nuovo tumore, questa volta ancor più difficile da curare.

Marzo 9th

Coloranti cancerogeni nei tatuaggi

Coloranti cancerogeni nei tatuaggiIl Rapex, sistema europeo di allerta rapido, ha indicato come pericolosi gli inchiostri prodotti da un'azienda Usa

Dragon Yellow, Golden Rod, Egg Shell, Lemon Yellow, Maroon Honey e vari altri.

Sono alcuni degli inchiostri per tatuaggi prodotti dell’azienda statunitense Intenze, che il Rapex – il sistema europeo di allerta rapido per i beni non alimentari – ha segnalato nei giorni scorsi come pericolosi.

Motivo: contengono un’ammina aromatica, chiamata o-anisidina, specificamente vietata da una risoluzione del Consiglio d’Europa del 2008, perché cancerogena.

I prodotti sotto accusa, una quindicina in tutto (guarda l'elenco), hanno colori che vanno dal rosso ruggine, all’arancio, fino al giallo intenso e al verde, e in Italia non potranno più essere venduti.

I RISCHI - Ma chi li porta indelebili sulla pelle deve preoccuparsi? «Concordo pienamente con la decisione europea, perché qualsiasi intervento volto a tutelare la salute della popolazione va accolto con favore, soprattutto se riguarda prodotti il cui uso non è necessario - commenta Luigi Naldi, dermatologo degli Ospedali Riuniti di Bergamo e direttore del Centro Studi Gise -.

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