Archive - Nov 23, 2015

Migrazione di massa: estinzione per la civilta europea?

Patrick J. BuchananTraduco l'articolo che segue per “riflessione”. Certo la via d'uscita proposta dall'autore americano ... solleva qualche interrogativo... Per esempio: la conseguenza di questo ruolo della America come “liberatore”, ventilato dall'autore, non sarà per caso la causa stessa che ci ha inondato di genti di “religioni, culture e civiltà diverse”? Resta legittimo il dubbio sulla nostra estinzione come europei...

L'Europa sta attraversando la più grande migrazione di massa dalla seconda guerra mondiale, così fa rilevare il commentatore politico conservatore, l'autore americano Patrick J. Buchanan, ponendo la questione se la civiltà europea sopravviverà nel 21º secolo.

L'Europa non è in grado di assorbire i milioni di rifugiati che fuggono da regioni di guerra del Medio Oriente e del Nord Africa. Costoro vengono da altre civiltà e culture e cambieranno la faccia dell'Europa per sempre, così fa notare il commentatore e autore politico Patrick J. Buchanan

Non sarà mai più come prima

“Le minacce sollevate dalla migrazione di massa in Europa, salgono a livello esistenziale. Può sopravvivere una civiltà se alle genti che l'hanno creata, si sostituiscono persone di altre razze religioni e civiltà? Chiedetelo ai Nativi Americani”, scrive Buchanan in un articolo per l’American Conservative.

L'Italia è uno dei maggiori esportatori di armamenti

Armi italianePochi sanno che quando si parla di Made in Italy non ci si riferisce solo a cibo, moda e belle macchine, ma anche a un altro tipo di prodotto che nel corso degli ultimi 25 anni ha generato un giro d’affari, tra autorizzazioni e consegne, pari a 90 miliardi di euro.

Una vera e propria gallina dalle uova d’oro per il nostro Paese che però, quando ci vantiamo orgogliosamente del primato del marchio italiano nel mondo, non viene mai nominata.

Sicuramente non per modestia, forse un po’ per pudore, probabilmente perché fa un po’ comodo a tutti che non se ne parli continuando ad incassare in silenzio denaro vitale per le casse dello Stato.

L’italico “prodotto - gallina dalle uova d’oro” cui ci riferiamo sono le armi. Leggere (munizioni, pistole, fucili, esplosivi) e pesanti (elicotteri, carri armati, ecc.). Società come Beretta, Agusta Westland o Aermacchi, controllate del gruppo Finmeccanica, rappresentano infatti il meglio del meglio dell’industria mondiale. Non a caso in questo settore non solo siamo tra i più attivi al mondo, ma anche tra i migliori.

Secondo i dati del Sipri (Stockholm International Peace Research Institute) siamo al 12esimo posto nel mondo quanto a spese militari con 23,29 miliardi di euro di uscite nel 2014 (l’1,5% del PIL), mentre per quanto riguarda l’export di armamenti l’anno scorso ci siamo piazzati al nono posto nella classifica globale con un totale di 786 milioni di dollari (circa 700 milioni di euro) di entrate. Andando indietro nel tempo tra il 2000 e il 2013 l’Italia ha raggiunto addirittura il primo posto in classifica per esportazioni di armi comuni seguita da Germania Stati Uniti.