Archive - Set 3, 2012

Tracce di metalli radioattivi nell’acqua imbottigliata ma non c'è motivo di preoccuparsi

Mai come in questi giorni di caldo uno dei compagni fissi delle proprie giornate è la bottiglia d’acqua, umida ancora di frigorifero. Ne verso come sempre un poco in un bicchiere, un gesto banale e meccanico.

Poso il prezioso carico di oro blu in frigo e l’occhio si posa sull’etichetta che indica i sali disciolti e rimango stupito: contiene tracce di rocce radioattive. Ovviamente sull’etichetta nessun venditore sano di mente metterebbe un’indicazione del genere, ma leggere di tracce di radon, torio ed uranio richiama alla mente qualche lezione di chimica.

A questo punto cerco qualche informazione in più direttamente dal Ministero della Salute e dal sito dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità e trovo quest’indicazione:

nell’acqua potabile: le linee guida fornite dall’Oms e dalla Commissione europea raccomandano un’intensificazione dei controlli se la concentrazione di radon nelle riserve di acqua potabile supera i 100 Bq/litro. Gli Stati Uniti hanno proposto un limite massimo di 159 Bq/litro per le riserve private d’acqua. La Commissione europea raccomanda azioni immediate oltre i 1000 Bq/litro. In Italia, il Consiglio superiore di sanità ha raccomandato che la concentrazione di radon nelle acque minerali e imbottigliate non superi i 100 Bq/litro (32 Bq/litro per le acque destinate ai bambini e ai lattanti).

Amici Nordamericani sensibilizziamoci entrambi

SiccitàIn un discorso che può investire diversi apparati e risorse, mi faccio carico di estinguere, se materialmente realizzabile, un annoso problema quale quello della desertificazione di aree di flora fertile e faunisticamente di valore.

Mi accingo a dare un mio contributo in merito, in termini di moneta valorizzabile mediante apporto di buone intenzioni tradotte in pratica, ho dovuto constatare con l’occhio elettronico del mio computer, che traduceva immagini quasi inestinguibili alla memoria di un uomo navigato come può essere quello di un qualsiasi cittadino che staziona in questa terra, ebbene veniamo ad un dunque, cioè ad un attesa descrizione di quei termini ultimi che dovrebbero enunciare l’argomento.

Siamo di fronte ad un emergenza di vaste proporzioni e non solo nel Middle West, io credo che con un intervento tempestivo, in risorse che valorizzino l’applicazione di principi fisici, chimico fisici, chimici e infine biologici, di produrre, non una fitta ramificazione di canali idrici che trasportino la solita acqua, bensì concepire la “solita” acqua come qualitativamente valorizzabile per il suo contenuto strategico, considerandola nella sua fase vapore.