Archive - Set 20, 2012

Usiamo la Memoria per Ricordare quasi Tutto

Usiamo la Memoria per Ricordare quasi Tutto - LibroImmagini, notizie, dati, nomi, scadenze. E poi numeri, password, appuntamenti: ogni giorno sei subissato da un flusso di informazioni continuo che il tuo cervello non sembra in grado di riordinare e trattenere.

Tony Buzan ti dimostra, invece, che è solo questione di metodo: la sua tecnica, affinata in anni di esperimenti e training, sfrutta le potenzialità nascoste della memoria per allenarla senza sforzi. Attraverso una serie di esercizi semplici e mirati plasmerai la tua mente fino a renderla uno strumento infallibile e pienamente reattivo.

Ritorna finalmente un longseller in un'accattivante edizione a colori, ampliata e aggiornata con le ultime scoperte neuroscientifiche. Un libro universale: che tu sia un top manager o uno studente, vorrai ricordare le troppe informazioni che ti assalgono ogni giorno

Come giudichi la tua memoria? Temi che ti tradisca sul più bello nello studio, sul lavoro o in una situazione cruciale? Sei convinto che peggiori con gli anni?
Avere sempre la risposta pronta e ricordare qualunque cosa si desideri (e a qualsiasi età) non è un'impresa da fenomeni, anzi, è un traguardo alla portata di tutti.

Lo rivela Tony Buzan, uno dei maggiori esperti mondiali in materia: il nostro cervello è una macchina meravigliosa in grado di immagazzinare autonomamente miliardi di dati pronti per essere usati. Il segreto è imparare ad acquisire e a sistemare le nozioni così da potervi accedere subito, anche a distanza di tempo.

La geoingegneria degli olandesi volanti

Clicca per ingrandireLe operazioni di modifica climatica clandestina proseguono indisturbate e così, mentre vi distraggono con il “porcellum”, la crociera di Berlusconi, lo spread e tante altre amenità, l'avvelenamento della biosfera non si ferma e le perturbazioni vengono pedissequamente deviate o disgregate, provocando, nelle zone fuori controllo, nubifragi, danni e vittime.

Con questo video, girato a Sanremo pochi giorni addietro, ci preme farvi osservare quanto quotidianamente ci fanno respirare.

Come spiegato in altre occasioni, il particolato di ricaduta scende copioso ogni sera, non appena scemano le correnti ascensionali presenti durante l'irraggiamento solare.

In gran parte ciò che si vede (e si percepisce) è il prodotto della combustione aerea di cancerogeno carburante JP8 a bassa quota: il biossido di zolfo, frammisto ad etilene dibromuro ed altri tossici composti.

Qualche idiota della solita schiera di mercenari, foraggiati dal Ministero dell'Interno, si è affrettato a scrivere (visti i primi scatti fotografici in Rete), che si tratta solo di foto sovraesposte e poi ha "sagacemente" spiegato che “trattasi di nebbia”. Giudicate voi...

Stop alla geoingegneria! Basta massacrare la Madre Terra!

Pat Mooney“… Ecco quindi il dilemma fondamentale della nostra epoca: “Noi siamo inferiori a noi stessi”. Siamo incapaci di farci un’immagine di ciò che noi stessi siamo stati capaci di fare. In questo senso siamo “utopisti a rovescio”: mentre gli utopisti non sanno produrre ciò che concepiscono, noi non sappiamo immaginare ciò che abbiamo prodotto.”

Guenther Anders, filosofo austriaco

“La Terra Futura che vogliamo”, ovvero il concetto che caratterizza Terra Futura a Firenze – la “mostra-convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità” – era anche il titolo di uno dei suoi convegni, curato da COSPE e da Terra Futura, che ospitava PAT MOONEY, vincitore del nobel alternativo e coordinatore dell’ECT GROUP.

La tappa a Firenze di Mooney era stata preceduta dalla sua partecipazione all’IMPLICC Final Symposium dell’Atmospheric Science a Mainz, in Germania, dove alcuni esponenti della geo-ingegneria si erano incontrati per discutere eventuali misure da adottare per far fronte ai problemi da loro diagnosticati. La tappa successiva vedeva Mooney impegnato al summit di Rio + 20, che però, come anticipa in questa intervista, non avrebbe portato a decisioni risolutive, “a meno che non si voglia credere alle favole”. Secondo lui, però, era fondamentale la presenza, più forte e consapevole, della società civile.

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