Archive - Mar 23, 2012

Secondo alcuni non sarà il Sole a provocare il prossimo blackout globale

BlackoutAllarme dalla Commissione Europea, la quale ha presentato un rapporto dove si parla del crescente rischio che si verifichi un evento tecnologico, causato da una tempesta solare, di dimensioni catastrofiche", che andrà a interessare le infrastrutture terrestri come le reti elettriche, di telecomunicazioni, navigatore satellitare o le banche.

Invitano quindi a intensificare le ricerche e le analisi in modo da riuscire a deviare l'impatto delle tempeste solari su alcune infrastrutture, logicamente e primariamente legate alle comunicazioni; non ci sarebbe internet, né la possibilità di chiamare al cellulare, non funzionerebbero navigatori satellitari e altro affine.

Voi capite che la nostra società si basa si questo oggi, e se tagliamo tutte assieme queste cose non sapremmo bene far fronte a quello che ci si presenta e ci troveremmo ad affrontare un deficit notevole.

Nel video Paolo Franceschetti teorizza l'evento:

Dicono che in Italia le tasse sono al 45%, ma in realtà possono superare il 75%

TasseNei giorni scorsi ha suscitato non poco clamore il monito lanciato dalla Corte dei Conti che ha denunciato il livello preoccupante del prelievo fiscale indicandolo al 45% del Pil.

Il dato, pur essendo di per se una grandezza che desta non poca preoccupazione, in realtà, non ci racconta l’esatta situazione del prelievo fiscale e la relativa disuguaglianza tributaria, se non scomposto tra le varie categorie di contribuenti che lo compongono.

Ebbene, anche in questo caso, alcune precisazioni sono d’obbligo poiché, questo dato, esprimendo delle variabili aggregate, sintetizza, di fatto, un indicatore medio del livello di tassazione nell’universo di una popolazione. In altre parole, proprio perché rappresenta un valore medio e quindi, per definizione, soggetto a distorsioni, non esprime in alcun modo il livello di tassazione per alcune categorie di soggetti che può raggiungere, come vedremo in seguito, livelli decisamente distanti dalla media indicata dalla Corte dei Conti, manifestando, in maniera inquietante, la disparità fiscale esistente in Italia.

Poniamo ad esempio un piccolo imprenditore commerciale che, nel primo anno di attività, abbia conseguito un utile da bilancio al 31/12 pari 70 mila euro e che, per effetto della ripresa a tassazione di alcune componenti di costi non deducibili o parzialmente deducibili (es.: Autovetture, ristoranti ecc ecc), il suo reddito fiscale sia 76 mila euro. Un ottimo utile si direbbe!

Ma quanto rimane effettivamente in tasca al nostro contribuente e qual’è la pressione fiscale che egli subisce?