Archive - Dic 21, 2012

Negli Usa le guerre hanno creato migliaia di famiglie distrutte

Militari statunitensiUn’inchiesta del Wall Street Journal sui traumi e le ferite ancora aperte nelle famiglie dei soldati che hanno combattuto in Iraq e Afghanistan

Certe ferite non si rimarginano mai. Restano li a sanguinare, fino a quando hanno la meglio sul corpo che non riesce più a sopportarle. Per esempio la morte di un figlio, un fratello, un marito in guerra. Dolori che continuano a fare vittime tra i famigliari, anche quando il lutto è passato e la guerra finita, come in Iraq.

Il Wall Street Journal ha dedicato un’inchiesta a questo problema, e leggerla fa venire i brividi. Sapevamo che circa 6.500 soldati americani sono morti, tra l’Iraq e l’Afghanistan, e sapevamo che le pene della guerra hanno un impatto molto duraturo sui militari che la vivono, dalle difficoltà di reinserimento quando tornano, fino ai casi di Post Traumatic Stress Disorder o di suicidio. Il quotidiano di Manhattan però è andato a vedere cosa succede ai famigliari dei caduti, e ha scoperto una realtà tanto triste, quanto dimenticata. Decine di genitori, coniugi, figli, fratelli e sorelle, che continuano a soffrire per anni, e spesso perdono la loro battaglia personale senza che nessuno tenga neppure il conto.

Ad esempio Christine Koch, una madre del New Jersey che nel marzo del 2008 ricevette la visita di una delegazione militare, inviata ad informarla che suo figlio Steven, caporale dell’esercito, era stato ucciso da un attentatore suicida in Afghanistan.