Archive - Ott 13, 2012

Dare il Nobel all’Europa: incredibilmente scandaloso

Nobel all’EuropaDare il premio Nobel per la pace all’Unione europea è un po’ come dare il premio Oscar per la miglior interpretazione a un carciofo bollito.

Di tante assurdità cui la giuria di Oslo ci aveva abituato nel tempo, questa è la più incredibile: sono mesi che diciamo che l’Europa non esiste e che i guai che ci sommergono sono provocati proprio da un continente burocratico e cavilloso, che strapaga i suoi dirigenti per occuparsi delle curvature delle banane, mentre lascia i cittadini a morire di fame.

E mai come in questi mesi l’inefficienza disastrosa di Bruxelles ha minacciato la pace nel continente, portando la gente in strada da Atene a Madrid, esasperando gli animi, provocando incidenti e scontri.

Chi glielo dice, adesso, ai disoccupati della Grecia che l’Ue ha vinto il Nobel per la pace?

Chi glielo dice ai giovani italiani che non trovano più un lavoro Nuovo nazismo: i greci contro la Merkelnemmeno a pagarlo?

Chi glielo dice agli imprenditori spagnoli che falliscono a catena?

La mancanza di una politica comune, cioè la mancanza di una vera Unione Europea, è la causa di tutti questi guai.

Non tutti patiscono la crisi economica...

ForziereSono quattro anni che si valuta di introdurre un tetto agli stipendi dei banchieri ma fino a oggi non si è fatto nulla. Ed è molto probabile che le cose non cambieranno.

L’ultima proposta in ordine di tempo è arrivata dal report Liikanen, la proposta per una regolamentazione del settore bancario europeo elaborata dal membro finlandese della Bce, Erkki Liikanen, su mandato della Commissione Europea.

La bozza di riforma, presentata pochi giorni fa a Bruxelles, suggerisce, fra le altre cose, di pagare i bonus ai banchieri almeno in parte in azioni e obbligazioni della banca stessa, di modo che, in caso di fallimento di quest’ultima, i manager non percepiscano la parte variabile della loro retribuzione.

Il suggerimento è, allo stato delle cose, molto vago, e la lobby dei banchieri avrà a disposizione tutto il tempo necessario per depotenziare questa regola prima della sua effettiva entrata in vigore. Resta inoltre da capire per quale motivo un banchiere che porta al fallimento la sua banca debba percepire la parte fissa dello stipendio, che in molti casi supera il milione di euro. E, comunque, anche se venisse applicata in maniera severa la regola proposta da Liikanen non si potrebbe ancora parlare di un vero e proprio tetto agli stipendi. Fino al 2007, ovvero fino alla scoppio della crisi finanziaria, si diceva che imporre dei limiti agli stipendi avrebbe fatto scappare i banchieri migliori verso Paesi senza tetti.

Meglio Facebook e Twitter del sesso, alcol e cibo

Clicca per ingrandireDare una sbirciatina al proprio profilo sui social network è una tentazioni a cui difficilmente si può resistere. Ma al primo posto della lista dei desideri c'è il mangiare.

Dare una sbirciatina al proprio profilo Facebook e Twitter è una tentazione più forte di sesso e alcol, almeno secondo una ricerca dell’università di Chicago pubblicata dalla rivista Psychological Science.

Gli studiosi dell'ateneo americano hanno intervistato 250 persone in Germania tra 18 e 85 anni, a cui è stato chiesto, via sms sette volte al giorno per una settimana, di descrivere che tipo di desideri avevano provato nella mezz’ora precedente.

Il desiderio al primo posto è stato mangiare, seguito da dormire e assumere bevande non alcoliche.

Al quarto posto si è piazzato usare qualche forma di media, che costituisce l’8,1% delle voglie riportate, con il 71% dei partecipanti all’interno di questa categoria che ha riportato di voler controllare la posta elettronica e il 65% di voler andare sui social network.

Solo al sesto posto l'alcol, mentre il sesso è finito addirittura al nono.

Ai partecipanti è stato anche chiesto di provare a resistere al desiderio, ma il tentativo è fallito nel 42% dei casi se si trattava di guardare Facebook, nel 22% se la tentazione a cui resistere era quella al cibo e appena dell’11% nel caso del desiderio sessuale.