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Ludopatia: come riconoscerla e come tutelarsi legalmente

LudopatiaIl gioco d’azzardo e la ludopatia sono sempre più diffuse. Una malattia comportamentale in grado di mettere a repentaglio la coesione della famiglia e il patrimonio.

È un fenomeno sociale in netto aumento, anche perché inversamente proporzionale alla crisi economica, infatti più le famiglie diventano povere e più aumenta la percentuale di chi gioca d’azzardo.

La ludopatia però è anche una vera e propria malattia comportamentale (così definita nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), che rende incapaci le persone, in tutto o in parte (il che nella sostanza si equivale), di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o fare scommesse, nonostante l’individuo sia consapevole delle gravi conseguenze delle sue azioni.

Questo malattia genera dipendenza tanto da avere per molti tratti una stretta correlazione con la tossicodipendenza.

In linea generale le linee guida sull’argomento ritengono che quando ricorrono almeno 5 dei sintomi e segnali che sono sotto elencati si può ritenere che il soggetto sia affetto, seppur con intensità diverse, da ludopatia:

Attenzione alle proprie foto postate in Rete

SelfieScattare foto e pubblicarle in rete è pericoloso. Questo è quello che sostiene una ricerca, svolta da alcuni esperti di informatica, secondo la quale fotografare e fare selfie, posizionando le dita a “V”, potrebbe mettere il pericolo la propria privacy e non solo.

L'avvertimento degli esperti è palese: non è solo la nostra privacy ad essere in pericolo bensì anche la nostra economia. Nel caso in cui ci venissero rubate le nostre impronte digitali potrebbero iniziare i nostri guai, come ritrovarsi con contratti firmati e con le nostre password clonate.

A sostenere questo pericolo è un team di ricercatori giapponesi del National Institute of Informatics (NII). Essi hanno dimostrato che esiste la possibilità di rubare le impronte digitali da una foto pubblicata su Internet.

Bisogna tenere conto – spiegano i ricercatori – che con il tempo la tecnologia ha fatto passi da gigante. I sensori fotografici degli smartphone di ultima generazione sono molto sofisticati: essi riescono a scansionare molto bene le impronte digitali delle dita inquadrate, fino a 3 metri di distanza.

Gli studiosi consigliano di non esporre mai le proprie dita, posizionate a “V”, davanti all'obiettivo, anche se si è distanti da chi ci fotografa con lo smartphone.

A Fukushima livelli di radioattività alle stelle

A Fukushima livelli di radioattività alle stelleGli scienziati della centrale nucleare di Fukushima dichiarano lo stato di emergenza per gli elevatissimi livelli di radioattività.

In tutto il sito sono stati misurati livelli letali di radiazioni. Secondo gli scienziati derivano da un foro causato dal combustibile nucleare fuso.

I livelli di radiazione, misurati all'interno di un reattore inattivo, hanno raggiunto i 530 Sieverts (un livello di circa 8 Sieverts è considerato già fatale per la salute umana).

Il reattore in questione si trova presso il complesso nucleare di Fukushima Daiichi, che nel 2011 fu gravemente danneggiato dal terremoto e dal conseguente tsunami. I giornali giapponesi hanno pubblicato questa notizia citando come fonte il gestore dell'impianto, ovvero la Tokyo Electric Power Company (TEPCO).

La TEPCO ha riferito che sotto il recipiente a pressione del reattore c'è un foro di circa 1 metro quadrato. I ricercatori sostengono che l'apparente apertura nel reticolo metallico di uno dei tre reattori sia stata causata dal combustibile nucleare fuso.

Impianti cerebrali optoelettronici in grado di controllare il nostro cervello

Impianti cerebrali optoelettronici in grado di controllare il nostro cervelloLa continua ricerca sul controllo mentale del cervello fa passi da gigante. Il nostro cervello spesso è bombardato e alterato per colpa dei media, i politici, le medicine che alterano la mente e le tossine ambientali. La scienza sta cercando una sorta di ricablaggio del cervello umano.

Di recente sono state introdotte nuove tecniche di controllo mentale che creano un’interfaccia cervello–computer, oppure son stati innestati sugli animali, impianti cerebrali optoelettronici, che dopo l’installazione nel cervello dei ratti, sono in grado di utilizzare le onde luminose per eseguire vari comandi. Esistono anche altri metodi per il controllo mentale; manipolazione magnetica attraverso una polvere neurale, laser ad alta potenza ed anche il caricamento diretto dei contenuti del nostro cervello. Un “ingresso” della nostra mente nel regno digitale.

Fino a questo punto, gran parte della ricerca è stata focalizzata sulle diverse forme di impianti fisici per indirizzare i centri di memoria del cervello. I ricercatori del MIT stanno svelando un sistema di controllo remoto, di nuova generazione, che utilizza la luce al di fuori del cranio. Questa luce sarebbe in grado di influenzare la proteina responsabile per l’attività dei neuroni nel cervello.

Il comunicato stampa è stato pubblicato ed il programma è stato intitolato “Non-Invasive Brain Control”, mentre il meccanismo di controllo è stato etichettato con il nome di “Jaws”, ovvero squalo. Il Mit ha diffuso anche un video nel quale ha paragonato il macrocosmo della funzione del cervello a una città; una metropoli moderna sotto sorveglianza tecnocratica.

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