Siccità al Nord Italia. Un caso?

Geoingegneria Ecco finalmente svelate le cause della grande siccità che sta affliggendo il Nord Italia in questo periodo.

Da tempo me lo chiedevo, poiché sopra la mia testa il cielo è ogni giorno azzurro, non si vede una scia, eppure è strano, non piove, non nevica e l'aria è pessima e insalubre, quando d'inverno è sempre stata pulita e respirabile, poi trovo queste foto pubblicate in un profilo, devono essere state scattate più a nord di dove mi trovo io, e....svelato il mistero:

Queste foto a mio modesto parere, dimostrano che stanno bloccando tutte le perturbazioni nuvolose provenienti da Austria e Germania, letteralmente le dissolvono con questa barriera di scie artificiali, che con molta probabilità, contengono delle particelle in grado di prosciugare l'umidità e quindi dissolvere le nuvole stesse...

Antartide: reperti archeologici di un’antica civiltà aliena

Il Dr. Michael Salla, in collaborazione con Corey Goode, ci forniscono sempre informazioni che sembrano essere troppo sensazionali per essere vere, il che affina la nostra immaginazione. Anche se le informazioni che ci passano hanno solo un briciolo di verità, è interessante e sufficiente per farci stare in allerta:

(Dr. Michael Salla) Ai primi di gennaio 2017, l’informatore del programma spaziale segreto, Corey Goode dice di essere stato portato in Antartide per testimoniare sui primi scavi scientifici delle rovine di un’antica civiltà che fu sepolta sotto 3.2 km di ghiaccio.

Anche se la scoperta delle rovine risalgono alla prima spedizione nazista nel 1939, secondo Goode, fu solo dopo il 2002 che gli scavi di archeologi e altri scienziati sono stati autorizzati. Gli archeologi presumibilmente hanno preparato documentari e testi accademici, la cui release stupirà la comunità scientifica.

In un aggiornamento del 11 dicembre 2016, Goode descrive come è venuto a conoscenza degli scavi in Antartide da più fonti, e poi gli scavi sono stati rivelati a lui da un alto funzionario del programma spaziale segreto della US Air Force, che ha soprannominato “Sigmund”. Sigmund ha guidato una missione segreta in Antartide.

Nuova tecnologia 3D che coniuga computer vision e oceanografia

Nuova tecnologia 3D che coniuga computer vision e oceanografia‘Cacciatori’ di onde estreme scoprono che sono più frequenti di quanto si ritenesse finora. Dallo studio di Ca’ Foscari e Ismar-Cnr, pubblicato su Journal of Physical Oceanography, sono nati un progetto e un brevetto per misurarle da navi e piattaforme

Osservando il moto ondoso in mare aperto con occhi ‘elettronici’, in grado di ricostruirlo in 3D, scienziati dell’Università Ca’ Foscari Venezia e dell’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Ismar-Cnr) hanno scoperto che onde eccezionalmente alte sono più frequenti di quanto finora ipotizzato dai modelli teorici.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Journal of Physical Oceanography, è stato svolto nel Mar Adriatico, ma il risultato è di rilievo globale perché riguarda il comportamento delle onde in tutti i mari. Dalla scoperta sono nati il progetto Wass (Waves Acquisition Stereo System) e un brevetto.

Gli autori dell’invenzione (Alvise Benetazzo, Francesco Barbariol, Sandro Carniel e Mauro Sclavo dell’Ismar-Cnr e Filippo Bergamasco e Andrea Torsello di Ca’ Foscari) hanno sviluppato una tecnologia, che coniuga computer vision e oceanografia, in grado di misurare il mare in tempo reale anche da telecamere in movimento, posizionate quindi su navi e piattaforme mobili.

Progettate pile 10 volte più potenti simulando la struttura della melagrana

Presso l’Università di Stanford degli ingegnosi studiosi, in collaborazione con il National Accelerator Laboratory del DOE, hanno progettato un elettrodo che, simulando la struttura della melagrana, è capace di immagazzinare fino a dieci volte l’energia che le pile riescono normalmente ad accumulare.

Il professor Yi Cui, associato all’Università di Stanford e capo del team di ricerca, spiega così questa invenzione: “Abbiamo di fronte ancora un paio di sfide, ma questo design ci porta ad un passo dall’utilizzare anodi di silicio in piccole batterie, più leggere e più potenti di quelle attuali, per prodotti come telefoni cellulari, tablet e macchine elettriche. Gli esperimenti hanno mostrato il nostro anodo a melograno funziona ad una capacità del 97 per cento anche dopo 1000 cicli di carica e scarica, collocandosi così ben all’interno della gamma desiderata per operazione commerciale”.

Gli anodi in silicio possono arrivare a memorizzare una carica pari a quasi 10 volte quella della grafite presente nelle tradizionali batterie agli ioni di litio e per ricavare il silicio per il momento si sta valutando di estrarlo dal residuo dell’involucro dei chicchi di riso che sono composti per ben il 20% dalla sostanza organica costituita da diossido di silicio.

Il silicio è fragile e dunque rischia di deformarsi o addirittura deteriorarsi durante la carica della batteria.

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